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Bujutsu Giapponese

KENJUTSU

“L'arte della Spada Giapponese e le sue discipline”.

Era inevitabile che il Bushi classico, che viveva per la propria spada, mostrasse un profondo rispetto per l'arma, l'emblema e lo strumento principali del proprio vigore marziale. La mitologia giapponese e i riti Shintoisti, compresa la cerimonia dell'insediamento del sovrano, rappresentano testimonianze significative del fatto che la spada costituisse l'arma primaria del paese dal punto di vista sia cerimoniale che marziale. Il Kenjutsu, coi suoi metodi divenne la testimonianza più elevata della destrezza marziale del Bushi. Il Kenjutsu divenne pertanto un energico precettore di ginnastica marziale, terreno di addestramento per l'unità dell'occhio e della mano. Insegnando come valutare la distanza ottimale per lo scontro (ma-ai) e l'opportunità dello stesso (suki), nonchè il controllo fisico e mentale del nemico (zanshin), il Kenjutsu instillava sicurezza morale, fiducia in sè stessi e l'intraprendenza nel combattimento attraverso l'allenamento con un compagno (sotai renshu).

IAIDO

“L'Arte dell'estrarre e maneggiare la spada”.

L'essenza dello Iaijutsu / Iaido, una disciplina mentale e fisica non aggressiva. A differenza del Kenjutsu, generalmente lo IaiDo viene eseguito come esercizio individuale(tandoku renshu) e attribuisce un singolare al fatto che l'esponente può essere seduto(seiza), accosciato(tateiza) o disteso, trovandosi quindi relativamente impreparato per il combattimento. Nello IaiDo sono quattro le fasi tecniche alle quali viene attribuito il rilievo maggiore: il Nukitsuke(estrazione), il Kiritsuke(azione di taglio), il Chiburi(rimozione del sangue dalla lama) e il Noto(azione di riporre la spada nel fodero). Ciascuna di queste fasi deve essere effettuata con efficienza e va sfumata in un unità di esecuzione sulla quale prevale uno stato continuo di Zanshin.

Gli esponenti dello IaiJutsu ò Do, sono tradizionalmente tenuti a utilizzare solo una lama viva, ovvero ben affilata; infatti, senza una spada vera, è impossibile generare quell'atteggiamento mentale necessario all'arte stessa. Atteggiamento, generato dall'esecuzione che per essere effettuata con perizia, va ripetuta più volte ogni giorno.

Lo Iaido permette a chi lo pratica di trasformare la propria vita in una "vita degna di essere vissuta" E' un metodo per la formazione del carattere con una spiritualità armoniosa che, permette all'individuo di raggiungere un elevato livello di intuito, sensibilità e risolutezza.

BATTODO

“L'Arte del combattimento reale con la spada”.

Molti Ryu classici, caratterizzano lo Iai Jutsu/Do, l'Arte di estrarre la spada; ma preferiscono chiamare questa arte Batto Jutsu/Do . Le due espressioni sono equivalenti, ma la seconda, contrassegna in maniera più chiara la cruda azione di "colpire istantaneamente con la spada" quando si ha a che fare con un nemico. Combinato con la pratica del Tameshi-giri, l'Arte di provare la capacità di taglio e l'abilità di chi la usa, il BattoDo denota il combattimento reale. Lo Scopo del metodo è quello di fornire un significato al SEISHIN TANREM "formazione dello spirito" dell'individuo. Per mezzo della dedizione alla pratica, l'esponente del BattoDo migliora se stesso mentalmente e fisicamente. KOKORO "mente, spirito, mentalità" e/o KI KEN TAI “un tutt’uno di spirito, corpo e spada”, deve effondersi su ogni aspetto della pratica. Come aspetto spirituale di sè, il Kokoro mette in grado il praticante di prepararsi all'ardua disciplina dell'allenamento; libera la mente da pensieri devianti e lo rende capace di concentrare la propria energia su ciò che sta facendo mentre pratica. Caratteristica la SEIGAN NO KAMAE, posizione di guardia del combattimento, simile al “Chudan no Kamae”, ma ne differisce poichè minaccia specificamente gli occhi dell'avversario (una proiezione del Kokoro del praticante); essa permette di rivelare, immediatamente lo stato mentale dell'avversario. Il BATTODO, trae la propria essenza spirituale da ciò che viene suggerito dall'espressione "Eiji Happo" che letteralmente tradotta, vuol dire "l'ideogramma eterno; otto regole", un concetto fondamentale dello Shodo(la Via della calligrafia). Ma qui s’intende il più profondo significato buddista di "Otto" che è "miriade"; perciò l'espressione "eiji happo" indica "la miriade di eterni ideogrammi". Questo speciale significato implica l'infinita varietà di disegni possibili al pennello di un calligrafo, usato per scrivere vari ideogrammi e, applicato al Battodo, diviene "happo giri no tosen", ovvero la miriade di traiettorie(disegni)della spada, per tagliare.

NITO JUTSU(due spade) o RYOTO JUTSU(entrambe le spade)

“L'Arte del maneggio delle due spade”.

Personaggio famoso è Miyamoto Musashi(1584-1645)fondatore della Niten Ichi Ryu. Da detta ryu, ne deriva un corretto uso e maneggio delle due spade contemporaneamente.

Il Samurai, portava ordinariamente due spade: Daito (la katana) e Shoto (il wakizashi). Queste due spade:"il Katana ed il Wakizashi", erano note come Daisho(grande e piccolo). Il privilegio di indossare il Daisho, divenne il segno distintivo del guerriero. la spada Daito, denominata "Katana", è costituita da una lama ricurva e con un unico filo. Può essere sguainata rapidamente e con precisione tramite un movimento (da cielo a terra) che con un solo colpo consente di troncare agevolmente il braccio, la gamba o la testa dell'avversario.

La spada Shoto, denominata "wakizashi", di disegno simile al katana, è mirata a essere maneggiata con una sola mano. Viene portata alla vita, più all'interno rispetto al katana, e deve servire come lama ausiliaria.

TAMESHI GIRI

“L'Arte di provare la capacità di taglio della spada”.

L'Arte di provare la capacità di taglio della spada e l'abilità di chi la usa. La Disciplina primaria della spada, il Batto Jutsu, denota il combattimento reale.

Dai modelli fondamentali del repertorio tecnico, derivato dalle esperienze di diverse Ryu, l'esperto è libero di improvvisare nell'ambito della vastità offertagli dall' interpretazione buddista dell'otto come miriade. Senza una possibilità di mettere alla prova l'efficacia pratica, l'arte diviene un esercizio formale, privo di significato. L'uso frequente del "Tameshi giri" (taglio di prova) è necessario come complemento agli allenamenti di Battodo. Mediante una sufficiente esperienza nel tagliare bambù e paglia di riso, il praticante di Battodo, sa valutare la propria tecnica fisica in termini di efficacia; ciò serve a indicare la sua padronanza dei fondamenti indispensabili, quali l'uso appropriato delle kamae e del Ma-ai(distanza di impostazione del combattimento) e la sua abilità nel concentrare la forza di taglio della spada trasmessa dalle mani.

SHINKEN

let. "vera spada", è un termine utilizzato per la spada Giapponese affilata, usata per la pratica di tameshigiri (taglio) di alto livello, nella disciplina Iaido e/o Battodo. A differenza di uno Iaito o Mogito (una spada non affilata per la pratica iaido), uno Shinken ha una lama affilata. I "gendaito" (spade moderne) sono Shinken fatti a mano da uno dei circa 250 fabbri specializzati in spade attivi al momento in Giappone, membri della Japanese Swordsmith Association. A questi fabbri viene imposto dalla legge giapponese di non produrre più di 24 spade all'anno. Questo limite, aggiunto alle competenze altamente specializzate e alla necessità di una grande quantità di lavoro manuale, contribuiscono all'elevato prezzo di uno Shinken fatto in Giappone (Nihonto); si parte da circa 6.000 dollari per una semplice lama, e si arriva a dieci volte tanto per una antica spada originale (Token).

Vi è anche un grande mercato mondiale per i "Shinken" fatti al di fuori del Giappone. Molti collezionisti considerano queste spade come senza nessun valore da collezione (visto che non sono Nihonto), ma alcuni praticanti di arti marziali continuano ad acquistarli ed utilizzarli a causa del loro basso costo, della loro facilità di reperimento e anche per risparmiare le loro preziose Nihonto.

JO JUTSU

“L'Arte di maneggiare il bastone medio”.

Antichissima disciplina(ShindoMusoRyu JoJutsu - 1605).che offre una scelta di applicazioni più vasta di qualunque altra arma. Se usato in modo sistematico, il bastone è l'arma ideale con la quale respingere un aggressore. Il bastone (Bo) costituiva allo stesso tempo un aiuto per camminare e un efficace strumento in caso di aggressione, presentando numerosi vantaggi: (JO - cm.124), il maneggio sia come difesa che per l'offesa, è ambidestro e versatile. Nell'epoca moderna, e in molti paesi Orientali, l'impiego del Jo è diffuso presso i corpi di polizia.

Altre discipline di bastone: BO (lungo cm.180-300) - TAMBO (corto cm.30-60)

NAGINATA JUTSU / SOJUTSU - arte della lancia

La mitologia, narra che l'arcipelago giapponese venne creato da due esseri divini che per realizzare questa impresa si servirono di una lancia. In tal modo si delinea l'importanza che la lancia riveste per il popolo giapponese in generale e si comprende altresì il fatto che questa arma fu tra le prime a essere utilizzata sul campo di battaglia. La Naginata ed il Nagamaki, costituiscono un'arma essenzialmente individuale, elemento dettato dal peso e dalla lunghezza. i modelli originari erano lunghi circa due metri o poco più, avevano un peso variabile e seconda della quantità di legno e metallo utilizzati nella manifattura. Analogamente alla punta della lancia, la lama sia del naginata che del nagamaki era fissata al manico di legno duro per mezzo di un lungo codolo inserito nell'asta e assicurato da una corda. L'addestramento del Sojutsu, richiedeva necessariamente che il praticante avesse un’esperienza come Kenshi, perchè la difesa contro quest'arma dipendeva principalmente dalla capacità di anticipare gli attacchi dello spadaccino. Il Naginata, che era stato utilizzato per addestrare la Donna del Guerriero classico, venne rielaborato e affidato quasi interamente alle donne come strumento volto ad arricchirne la vita diversamente sedentaria.

KYUDO

“L'Arte dell'arco giapponese”.

Kyudo, tradotto letteralmente dal giapponese, significa "Via dell'arco", ed è tra le più antiche e nobili discipline marziali, specchio della mente e del cuore.

Non è una religione, ma risente, comunque, dell'influenza delle due maggiori scuole filosofiche orientali: lo “Shinto”, la più antica, e lo “Zen”, che ha esercitato la maggiore influenza nel Kyudo.

L'arco giapponese, nato come arma, è anche uno strumento di realizzazione spirituale.

E' molto difficile comunicare qualcosa che appartiene unicamente all'universo delle sensazioni, qualcosa di esclusivo esprimibile solo con il linguaggio del cuore.

Anche se a uno spettatore estraneo a quest'attività il tiro con l'arco giapponese può sembrare una sequenza di movimenti piuttosto semplice, il Kyudo è nondimeno una Via ardua, di un'intensità e profondità percepibile solo da chi la pratica.

Lo Yumi, è unico in tutti i sensi: eccezionalmente lungo, oltre i due metri, e asimmetrico (l'impugnatura è posta al di sotto del centro). Lo Yumi è semplice ed elegante, radicato nella tradizione giapponese tanto che anche oggi è costruito usando le tecniche e i materiali che venivano usati più di 400 anni fa. Durante la sua storia lo Yumi è stato rispettato sia come oggetto artistico sia per il suo valore pratico.

YA - Le frecce

Le frecce per il Kyudo sono più lunghe a causa della maggiore apertura dell'arco. La tecnica di costruzione è rimasta quella tradizionale; i materiali sono spesso naturali: le aste sono fatte di Yadake, una varietà di bambù sottile; le cocche, di solito, sono intagliate nel corno e le piume vengono da aquile, falchi o altri grandi uccelli. Negli ultimi anni sono diventate di uso comune aste in alluminio o in fibra di carbonio e cocche in plastica.

MITSUGAKE - Il guanto

L'arco viene teso tramite la trazione del pollice della mano destra, trattenuto dall'indice e dal medio. A tal fine viene usato un guanto il cui pollice è completamente irrigidito da un rinforzo interno fatto di corno o di legno. Questi guanti sono fatti di pelle di cervo (o daino). Il guanto utilizzato dalla scuola “Heki” ha tre dita.

MATO - Il bersaglio

I bersagli più comuni sono telai circolari (di legno o altro materiale resistente), del diametro di 36 cm, su cui è incollato un foglio di carta nel cui centro è, generalmente, stampato un cerchio nero. Il Mato è posto su un’alzata di sabbia (Azuchi) in modo che il centro sia a 27 cm dal suolo e a una distanza di 28 metri dal tiratore. La tradizione vuole che tale posizione derivi dalla necessità, per i Samurai impegnati in guerra, di colpire la prima linea degli arcieri nemici schierati in ginocchio.

Tutti gli argomenti su citati sono una sintesi dei temi stessi; per avere maggiori e più esaustive informazioni o documentazioni, richiedere previo apposito Form, all’associazione.

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