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MONOGATARI / Racconti

LO ZEN E LA SPADA

Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di avere raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via. Si dice che una volta il maestro Yagyu osservò:”io non conosco il modo di sconfiggere me stesso”. Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. “L'addestramento non finisce mai".

MAKOTO

la mente immacolata, imperturbabile dinnanzi alle esteriorità non essenziali. Adesso il tecnico provetto, in quanto maestro di se stesso, è lui stesso "verità nell'azione". Tale conquista può solo essere giudicata dagli estranei (alle discipline classiche), ma non è possibile comprenderla appieno dalla loro posizione esterna. Come disse Dante:"chi dipinge una figura, non sa disegnare se non può essere la figura". Per la prima volta il nuovo maestro, vede il kata nella loro interezza. William Blake scrisse:"la cisterna contiene, la fontana innonda". il kata, così come la fontana, è pieno di una vitalità infinita, nel talento di ogni maestro è riposta l'abilità nell'eleborare nuovi kata, sia significativi, sia durevoli. Tentativi di questo genere intrapresi da persone meno preparate non sarebbero altro che sforzi vacui di autoinganno.

ETICHETTA

Si dice che il Kendo, inizi e finisca con un inchino, ma dopo il primo, l'unico obiettivo è colpire l'avversario. Questo simboleggia egregiamente la realtà dell'universo virile. Prima del combattimento è necessario osservare una determinata etichetta che rappresenta la premessa dello stesso combattimento. Ma cos'è più importante, l'etichetta o il combattimento? Secondo i principi del Budo prevale la cortesia, l'etichetta. Per quale motivo?. Fin dai tempi più antichi, come appare chiaro nei tornei dei cavalieri, è l'etichetta a regolare le contese nell'universo virile. Nell'etichetta è naturalmente insito un codice morale, che si esprime anche nelle norme sportive. Una disciplina sportiva praticata senza il rispetto per le norme non è più tale, diviene qualcosa di spregevole:”violarne il codice conduce alla disfatta”.

I LEGGENDARI NINJIA

Abilissimi nel combattere e capaci di resistere in condizioni durissime: sono i "guerrieri delle tenebre" Sono il lato magico ed oscuro dei "Bushi" Citati nelle cronache istituzionali attorno al XIV secolo. Adepti di sette esoteriche. Addestrati alle varie tecniche ed armi, con particolari tecniche di respirazione, ipnosi, alchimia per dominare e sfruttare quella fonte inesauribile del KI, che lega l'uomo all'universo. Nell'epoca Tokugawa, impiegati come polizia e servizi segreti, poi caduti nell'ignominia generale (vedi azione per la repressione di una rivolta contadina, presso la fortezza di Nagasaki 1637).

I 47 RONIN

*le mille vite dei (48) samurai una leggenda nazionale che dal XII secolo, non ha cessato di essere raccontata dal teatro, dal cinema, dalla pittura. La fedeltà al proprio signore, la vendetta, l'onore, gli ingredienti di questa storia vera trasformata in leggenda.

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